Cetos e Clink: ottimizzare il processo di vendita con Salesforce

Parlano di noi: Cetos e Clink, come ottimizzare il processo di vendita con Salesforce

La sfida: ottimizzare il processo di vendita con Salesforce

Cetos, azienda leader nella produzione di serramenti in alluminio, si trovava ad affrontare una sfida comune a molte realtà del settore edile: la necessità di gestire in modo efficiente un elevato volume di dati durante l’intero processo di vendita, dalla lead generation alla consegna del prodotto finale. L’obiettivo era duplice:

  • Evitare la dispersione dei dati, garantendo che ogni informazione fosse sempre disponibile al momento giusto.
  • Ottenere una visione completa del cliente e del progetto, per ottimizzare le performance e la soddisfazione del cliente.

Esigenze specifiche

Per affrontare questa sfida, Cetos necessitava di un sistema che rispondesse a precise esigenze:

  • Avere “l’informazione giusta nel posto giusto”: ogni dato doveva essere facilmente accessibile e consultabile in qualsiasi fase del processo di vendita.
  • Recuperare qualsiasi dato con facilità: indipendentemente da chi lo aveva inserito o dal contesto in cui era stato acquisito, doveva essere possibile ritrovare qualsiasi informazione in modo rapido e intuitivo.
  • Catalogare tutti i dati in modo uniforme: una struttura chiara e coerente per tutti i dati raccolti avrebbe facilitato la ricerca e l’analisi.
  • Sfruttare i dati per prendere decisioni informate: la possibilità di analizzare i dati storici e attuali avrebbe permesso a Cetos di ottimizzare le strategie di vendita e marketing, migliorare la comunicazione interna e aumentare la soddisfazione del cliente.

Come ottimizzare il processo di vendita con Salesforce, Cetos e Clink

CLINK, partner ufficiale Salesforce, ha sviluppato una personalizzazione del sistema CRM sulla base delle esigenze di Cetos, offrendo una serie di vantaggi che hanno permesso all’azienda di raggiungere i propri obiettivi:

Raccolta mirata delle informazioni:

  • Creazione di campi personalizzati per raccogliere dati specifici su clienti, collaboratori e progetti, garantendo che ogni informazione fosse salvata nel punto giusto del processo.
  • Integrazione con il gestionale esistente: il CRM è stato integrato con il sistema gestionale di Cetos, creando un unico repository di dati e migliorando la visibilità delle informazioni.
  • Accessibilità e fruibilità: l’interfaccia intuitiva e facile da usare del CRM permette a tutti i membri del team di inserire e condividere le informazioni in modo agevole.

Risultati tangibili:

L’implementazione del CRM Salesforce ha portato a un significativo miglioramento del processo di vendita di Cetos:

  • Maggiore efficienza: riduzione del tempo dedicato alla raccolta e gestione dei dati, con un aumento della produttività.
  • Migliore comunicazione interna: maggiore collaborazione e condivisione delle informazioni tra i diversi reparti, favorendo un ambiente di lavoro più sinergico.
  • Aumento della soddisfazione del cliente: capacità di rispondere in modo rapido e preciso alle esigenze dei clienti, migliorando la loro esperienza.

Guarda il video per approfondire:

Per scoprire di più sul caso di successo di Cetos e vedere come Salesforce ha ottimizzato il loro processo di vendita, guarda il video disponibile su YouTube.

CLINK & Cetos: Ottimizzazione del processo di vendita con Salesforce (LINK VIDEO)

Vantaggi del CRM Salesforce per le aziende del settore edile

Il caso di Cetos dimostra come un CRM avazato come Salesforce possa apportare benefici concreti alle aziende del settore edile, che spesso si trovano a gestire un elevato volume di dati e a dover affrontare sfide simili:

  • Maggiore controllo sui dati: organizzazione e gestione efficiente di tutte le informazioni relative ai clienti, ai progetti e alle vendite, garantendo una visione completa del business.
  • Migliore comunicazione e collaborazione: accesso alle informazioni in tempo reale da parte di tutti i membri del team, favorendo una comunicazione fluida e una collaborazione efficace.
  • Processo decisionale più efficiente: analisi dei dati per prendere decisioni informate e ottimizzare le strategie di vendita e marketing, aumentando la redditività.
  • Aumento della soddisfazione del cliente: capacità di fornire un servizio clienti eccellente e personalizzato, rafforzando la fidelizzazione.

Cetos e Clink: ottimizzare il processo di vendita con Salesforce

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digital business futuro stefano falcone clink

Digital Business, il Futuro è già qui

Il digital business oggi è una delle aree di studio, d’interesse e d’applicazione da parte di molte
aziende per raggiungere i propri clienti.
Spesso si pensa che pubblicare sui social equivalga ad avere riconoscibilità e nuovi clienti,
questo però non sempre accade, perché come qualunque altro media necessita di una
strategia accurata con degli obiettivi chiari e raggiungibili.

Il digitale è entrato, si può dire, con prepotenza nelle nostre vite e nel nostro normale modo
di operare e anche di agire. In particolare, il mondo delle imprese ne ha ben presto compreso
le potenzialità e l’importanza, introducendo tutta una serie di accorgimenti tecnologici non
solo all’attività produttiva ed industriale ma, anche a quella che riguarda la parte di
comunicazione.

Ma il digital business come può essere utile alle aziende?

Il digital business oggi è una delle aree di studio, d’interesse e d’applicazione da parte di molte
aziende per raggiungere i propri clienti.
Spesso si pensa che pubblicare sui social equivalga ad avere riconoscibilità e nuovi clienti,
questo però non sempre accade, perché come qualunque altro media necessita di una
strategia accurata con degli obiettivi chiari e raggiungibili.

Se vuoi sapere come fare, continua a leggere le news di Clink oppure contattaci!

L’articolo completo su Bassano News.

Come funziona l'algoritmo di Linkedin nel 2021

Come funziona l’algoritmo di Linkedin nel 2021

Linkedin sta aumentando la sua popolarità come canale social professionale con più di 740 milioni di profili.

È importante quindi creare un profilo performante, che adatta le proprie pagine per migliorare il loro ranking.

Per fare ciò è necessario lavorare con l’algoritmo di Linkedin, perché il feed dell’utente non segue un ordine cronologico.

L’algoritmo è attratto soprattutto dai testi. Non è come per Instagram o Pinterest: a Linkedin piacciono i contenuti interessanti, di qualità.

Linkedin premia i contenuti di valore: bisogna creare un profilo forte e promuovere efficacemente il proprio brand, altrimenti si rischia di perdersi nella savana digitale, insieme a tutti gli altri profili.

Costruire un profilo Linkedin forte

Linkedin permette di creare un brand da promuovere alle aziende e potenziali partner. Non si tratta di mostrare online la propria attività o servizio, si tratta di creare un metodo per far crescere il proprio brand attraverso il proprio profilo. Ecco perché è importante capire e sapere come funziona l’algoritmo di Linkedin

Linkedin in ottica SEO

La SEO (search engine optimization) è un’attività vitale da fare perché il proprio profilo venga visualizzato prima degli altri: parole chiave, contenuti di spessore, pubblicazione di post e articoli, utilizzo di hashtag, inserimento di link interni e esterni.

Così si permette all’algoritmo di aumentare la visibilità della propria pagina.

Non andare oltre

Una volta apprezzati i benefici portati da una giusta SEO, il rischio è voler inserire in ogni post più strumenti possibili per raggiungerla. Bisogna ricordarsi però che gli hashtag e i tag scelti hanno la funzione di migliorare il proprio post, non di impantanarlo chissà dove.

Ciò che veramente aiuta su Linkedin e nelle altre piattaforme è un contenuto dinamico. Se in un post si trovano troppi hashtag e link, il rischio è quello di indebolire il post stesso.

Soddisfa il tuo pubblico

Creare un contenuto universale, che vada bene ad ogni singola nicchia è praticamente impossibile.

Una volta identificato il proprio pubblico, si può iniziare a capire come costruire il proprio contenuto.

Un modo organico per migliorare il livello di engagement è di adattare il tuo contenuto al tuo target audience. Scoprendo e ricercando cosa piace e non piace al tuo audience, puoi adattare i tuoi contenuti e messaggi verso che ciò che interessa maggiormente.

Hashtag intelligenti

Se stai pensando “è una domanda da fare?”, la risposta è “sì”.

Utilizza 3\5 #hashtag pertinenti al tuo contenuto. Non distrarre il tuo pubblico. Per esempio, se il tuo post si concentra sul meteo della tua zona, non dovresti usare poi hashtag irrilevanti come  #cercolavoro, solo per essere visto da qualcuno!

Commenti>Like>Condivisioni

Il percorso giusto per iniziare è intervenire sui post degli altri. I commenti hanno il risultato più veloce. Si apparirà infatti nella lista dei commenti di molti utenti.

Poi ci sono i “like” o altre reazioni simili (amore, curiosità, supporto, festeggiamenti), che aiutano a far capire il proprio pensiero al diretto interessato.

Condividere gli altri post è considerato quasi una perdita di tempo se rapportato agli altri strumenti.

Incoraggiare esplicitamente il coinvolgimento!

La pubblicità digitale è piena di messaggi impliciti.  Linkedin si distingue in questo, perchè ha dietro di sé una vera miscela di contenuti persuasivi, informativi e motivati dalla lead generation.

Quando si scrive su Linkedin, è importante che le proprie call to action siano le più dirette possibile.

Alle persone bisogna dire ciò che si vuole da loro e questo potrebbe motivarli a seguire il proprio profilo o addirittura cominciare a intervenire con commenti sui post.

Il tempo è tutto

Quando si posta sui social è importante capire la tempistica. Una buona posizione sui social significa una buona tempistica. Utilizzando nel modo giusto i dati e strumenti analitici si può alzare il livello di engagement magari solo aspettando il momento giusto.

Trovate il momento giusto per postare. Le piattaforme social non sono strumenti magici. Tutto sta  nel trovare il periodo di tempo in cui le nostre relazioni sono maggiormente online e il gioco è fatto, è ora che bisogna agire con i propri post. Strumenti come Publer aiutano a capire quando i nostri post ricevono più engagement.

A seconda della potenza di banda della pagina, è necessario considerare ad esempio i fusi orari che potrebbero influenzare il programma di invio.

È possibile monitorare i tassi di Global Engagement di Linkedin per decidere il momento migliore per pubblicare.

Video

Se stai creando un video, non dimenticare di farlo lungo al massimo 1 minuto e di aggiungere i sottotitoli.

Linkedin non è la solita piattaforma che utilizzi per connetterti con gli altri. Video professionali potrebbero essere una giusta base di partenza per rapporti futuri di business. Nessuno ha il tempo né la voglia di vedere video sui gatti, per questo esiste You Tube!

Superare l’algoritmo di Linkedin
Fare marketing con Linkedin significa  sviluppare un vero e proprio piano strategico. Linkedin può essere utilizzato come strumento per coltivare nuovi lead e generare buzz intorno al proprio marchio.
Una volta compreso l’algoritmo, è possibile creare un piano di marketing strategico che aiuta ad aumentare la vostra presenza su Linkedin. 

Connettiti con noi per scoprire nuovi modi e tempi per aumentare la visibilità del tuo marchio!

Sfrutta il potere di Linkedin e utilizzalo a tuo vantaggio. Ricorda, tra i 740 milioni di profili menzionati all’inizio, metà sono utenti attivi mensili 😊

che cosa è il metodo clink per il digital trade marketing

Che cosa è il Metodo Clink?

Il Metodo Clink si fonda principalmente sul B2B (Business to Business). Ed è un modo nuovo per connettere clienti in qualsiasi parte del mondo, così da migliorare le vendite all’estero e non solo.

È un insieme di strumenti digitali che permette di far conoscere i propri prodotti o servizi ai clienti attuali e soprattutto potenziali.

Come funziona il Metodo Clink?

Utilizza tra le più importanti e potenti banche dati di ricerca di mercato, per ottenere dati con i quali segmenta il mercato e lo suddivide per target di clientela.

Come viene fatta l’analisi di mercato?

Immaginiamo di produrre dei biscotti e di volerli vendere negli Stati Uniti. Il mercato è molto vasto ed articolato. Quali sono i passi da fare per vendere un prodotto negli Stati Uniti?

Prima di tutto è necessario segmentare il mercato a cui vogliamo proporre il nostro prodotto.

Ipotizziamo che il nostro prodotto possa essere venduto sia a grandi catene della distribuzione organizzata, come a piccoli negozi, importatori e distributori, bar, ristoranti, hotellerie, e-shop, duty free ecc.

Il primo passo è dettagliare per ognuno di questi segmenti le diverse nicchie di appartenenza. Alcuni vendono prodotti di eccellenza, chi biologici, chi vegan e chi invece si rivolge ad un target di clientela mass-market. Individuata la nicchia di mercato più profittevole, si analizza la market share per trovare i leader e tutti i potenziali clienti che vi operano.

Quali sono i successivi passi per il Metodo Clink?

Abbiamo individuato le aziende clienti potenzialmente idonee a commercializzare i “nostri biscotti”. Conosciamo ora le loro capacità e forza di vendita sul mercato. Per poter far capire i nostri vantaggi competitivi dobbiamo creare dei contenuti nella lingua ufficiale del mercato a cui vogliamo venderli.

Dobbiamo realizzare una content marketing strategy: un piano editoriale digitale che consente di far arrivare il nostro messaggio alle persone responsabili degli acquisti dei “nostri biscotti” con diversi strumenti e metodi.

Come faccio a individuare i buyer delle aziende?

L’area di ricerca del Metodo Clink si occupa d’individuare le persone chiave (Lead), gli addetti ai lavori cioè che si occupano di selezionare per la propria azienda di distribuzione i biscotti da vendere al pubblico.

Se noi facciamo arrivare un messaggio corretto a chi è interessato ad ascoltarlo con molta probabilità riusciamo a raggiungere il nostro obiettivo di vendita.

Il Metodo Clink una volta selezionati questi responsabili degli acquisti/buyer si occupa di creare ed instaurare una relazione digitale per far conoscere ed avvicinare il cliente distributore americano al produttore di biscotti, in modo da poter aiutare a migliorare le prestazioni e performance di vendita di quest’ultimo.

Facebook Certified Creative Strategy Professional di Stefano Falcone

Cosa è Facebook Blueprint?

Per rispondere alla domanda “cosa è Facebook Blueprint” bisogna fare un passo indietro e chiedersi cosa è il marketing. In quanto gli argomenti trattati da Facebook Blueprint riguardano principalmente questo tema.

I Facebook Blueprint sono programmi di formazione e certificazioni che ti aiutano a ottenere il massimo dalle piattaforme di marketing di questo famoso social network.

Il percorso formativo certificato da Facebook è riconosciuto e valido a livello internazionale e necessario per partecipare a determinati tipologie di bandi indetti dalla Comunità Europea.

Lo consiglio perché permette di migliorare in modo approfondito le proprie conoscenze non solo nel mondo di Facebook stesso, ma fornisce anche una visione più completa nell’ambito digital.

Come si ottiene il Facebook Blueprint?

Facebook è un sistema estremamente vario, complesso ed articolato, che si evolve giornalmente.
La formazione si articola su tanti corsi ben strutturati che consiglio vivamente di seguire, perché alternano dettagli tecnici e case study che ti permettono di apprendere ed applicare le migliori strategie digitali da utilizzare con questi strumenti.

L’esame è molto serio, è tenuto da Paerson (organizzazione internazionale leader nella formazione) ed è estremamente rigoroso e impegnativo.

Come si svolge l’esame per la certificazione Facebook?

Ho scelto di effettuare il test a risposta multipla.
Questo tipo di test prevede 60 quesiti tutti in inglese (al momento non è disponibile in italiano) a cui è necessario rispondere in 140 minuti.
L’esame si supera raggiungendo un punteggio non inferiore a 700.

Consiglio questo percorso per chi volesse approfondire e misurare le proprie conoscenze del sistema Facebook, Instagram, Messenger, Audience Network ecc. sia nell’ambito del creative strategy, che nello sviluppo di campagne di advertising.

Nel 2021 bisogna essere aggiornati e certificati per lavorare in modo professionale nell’ambito digital. Clink ha sviluppato un metodo per aumentare le vendite in ambito B2B. Leggi l’articolo per saperne di più.

Clink - Nelle vendite on-line ? ancora possibile contrastare Amazon?

Alternative ad Amazon: è ancora possibile contrastare il colosso delle vendite online?

È ancora possibile trovare alternative ad Amazon nelle vendite online? Sì, ma è necessario per le aziende avere un posizionamento chiaro e differenziante. Cosa fare allora in pratica?

Il Metodo Clink propone strategie per creare alternative ad Amazon nelle vendite online

Come si ottiene un posizionamento chiaro e differenziante?

Amazon è riuscita a ritagliarsi un ruolo nella fascia media del mercato, quella più ampia.

La Leadership in termini di servizio di consegna, ampiezza assortimentale e soprattutto convenienza è incontrovertibile. L’ultima campagna di adv con spot in televisione chiude con la frase:

Prezzi bassi quando e dove vuoi”.

Le aziende si trovano così davanti ad un bivio quando vogliono creare alternative ad Amazon nelle vendite online. Possono accettare la collaborazione con il colosso americano, rispettando le sue regole, oppure proseguire da sole con proprie strategie digitali. Una strategia sbagliata si può rivelare molto costosa e poco efficiente in termini di visibilità e risultati economici.

Come si costruiscono valide alternative ad Amazon nelle vendite online?

Innanzitutto è necessario captare le keywords più utilizzate e iniziare una proficua attività di sponsorizzazione.

È indispensabile quindi individuare nicchie di posizionamento e di conseguenza parole chiavi uniche e distintive, per poter raggiungere quel cliente realmente interessato alla propria offerta e proposta.

Pertanto la strategia di digital marketing per un e-commerce deve essere diversa e differenziante per approccio, concept, price positioning e non da ultimo per i suoi prodotti in vendita.

Tutto questo perché l‘esperienza di acquisto è ancora un elemento molto importante nell’on-line da parte del cliente. Una strategia come quella descritta può portare a interessanti risultati anche e soprattutto in termini di vendita e di ritorno sugli investimenti.

Come il Metodo Clink può essere d’aiuto alle aziende?

Il Metodo Clink si basa su avanzati strumenti digitali, che individuano clienti e figure chiave nel settore B2B, con cui creare valide relazioni commerciali online con costi e tempi ridotti.

Studiare all' università la GDO

Studiare la GDO all’università

Studiare all’università la GDO è quanto mai attuale, in particolar modo in questo periodo e su questo argomento è stata tenuta La lezione di Stefano Falcone agli studenti del 3° anno dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (leggi post Linkedin)

La pandemia ha cambiato i parametri e forse anche i punti di forza tra industria e distribuzione. In particolar modo per le difficoltà legate al canale Horeca.

Così per l’industria agroalimentare la grande distribuzione organizzata è diventato un mercato di sbocco fondamentale, se non l’unico a livello mondiale.

Poter entrare in contatto con questa complessa ed articolata struttura organizzativa non è poi così semplice. Ecco perchè è meglio studiare la GDO all’Università.

Centrali di acquisto, differenziazioni e diversificazioni per insegne, alcune volte appartenenti allo stesso gruppo di acquisto, categorizzazione sempre più specifica delle merceologie, display e posizionamenti, clusterizzazione dei canali di vendita, la marca del distributore le segmentazioni, il canale discount ecc.

Questi sono solo alcuni dei numerosissimi argomenti da conoscere per questo mondo assai complicato. Mondo che merita di essere materia di studio ed approfondimento, con corsi specifici universitari.

Se ti è piaciuto questo articolo dal Blog di Clink, condividilo e lascia un commento.

Se ti interessa l’argomento approfondisci leggendo: La lezione di Stefano Falcone all’università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

Si pu? uscire dal Lockdown commerciale? Articolo-Clink

Si può uscire dal lockdown commerciale?

Si può uscire dal lockdown commerciale e qualcosa sta cambiando e forse anche più velocemente di quel che sembra?

Qualche giorno fa su Linkedin un importante buyer di una delle catene della distribuzione al dettaglio, leader in UK con oltre 600 punti vendita, ha pubblicato un post in cui chiedeva, per la sua categoria merceologica di cui si occupa degli acquisti, di spedire proposte ed idee nuove di prodotti alla sua mail personale di lavoro un allegato che non superasse i 2 mb.

Forse solo qualche mese fa tra incontri, fiere, eventi lo stesso buyer aveva la fila ed il problema contrario…

E’ forse il momento di cambiare e credere realmente in questo cambiamento attrezzandosi con una strategia digitale nuova mirata ed integrata?

La difficoltà negli spostamenti in Italia ed all’estero, la mancanza di fiere o momenti commerciali per incontrare clienti attuali e potenziali di persona hanno una validità poco sostituibile, almeno per la Generazione X e quella dei Baby Boomers che sta vivendo questa transizione verso il digitale con un po’ più di fatica, rispetto alla Generazione Z e quelle successive.

Si può uscire dal lockdown commerciale?

Proprio questa transizione però deve aiutare a fare un passo di mentalità che il 1° lockdown, forse ci ha solo introdotto e questo 2° o presunto tale, probabilmente ci porterà a compierne uno ulteriore.

Così necessariamente se vogliamo raggiungere nuovi potenziali clienti dobbiamo convincerci e credere maggiormente all’ utilizzo dei molteplici strumenti che l’on-line ci mette a disposizione.

E’ arrivato il momento di rendere i siti web che abbiamo, più curati, ingaggianti ed interattivi. Pensando che possano entrare nuovi e potenziali clienti alla ricerca di aziende affidabili o prodotti nuovi e creare una strategia digitale integrata. Dove quest’ultima non coincide solo con un’attività sui social media…

social media come si crea una campagna con pubblico personalizzato su Facebook/Instagram - Clink

Social Media: perché utilizzare campagne con pubblico personalizzato

Le Campagne con pubblico personalizzato sono utili perché permettono di fare attività sui social media estremamente mirate, migliorando in modo significativo gli obiettivi.

Ha ancora un senso fare azioni promozionali su pubblici generici, suddivise per generiche segmentazioni socio-demografiche?

Probabilmente non più. Promuovere un prodotto/servizio ad un target di clientela per quanto individuato ed individuabile ha un efficacia sempre più bassa.

Social Media: Perché è importante avere una iper segmentazione del Pubblico?

Cosa bisogna fare per effettuare una iper segmentazione?

La iper segmentazione è possibile utilizzando diversi strumenti.

Spesso è necessario sviluppare azioni a gruppi di clienti, suddivisi in cluster è indispensabile sempre più effettuare delle aggregazioni per effettuare azioni mirate con maggiore efficacia.

Prima di tutto è necessario comprendere quale dei propri prodotti e/o servizi selezionare ed a chi indirizzarli. Effettuare una corretta strategia di posizionamento evidenziando punti di forza e riducendo il più possibile quelli di debolezza. Costruire un percorso, un piano strategico non una azione di comunicazione isolata e casomai ripetuta a distanza nel tempo. Ovviamente, un piano editoriale che abbia un tono di voce adeguati ai singoli segmenti di pubblico personalizzato a cui ci si sta rivolgendo ed ultimo e non per ultimo scegliere il corretto canale social media da utilizzare.

Social Media: Come si costruisce un pubblico personalizzato?

Tutti i principali social media permettono di caricare un pubblico personalizzato. Nel rispetto della privacy policy è possibile caricare direttamente i nominativi con un grado di precisione abbastanza buono. Avere nome, cognome, città, mail sarebbe meglio ma, il sistema permette anche di poter utilizzare, la sola mail in alcuni casi potrebbe bastare, purché sia la mail con cui ci si è iscritto al social media. E’ possibile anche utilizzare altre fonti come la app, il sito ed altre origini di dati su cui poter sviluppare azioni mirate. La meccanica di caricamento è piuttosto semplice ed intuitiva.

Quindi ricapitolando è importante utilizzare le campagne con pubblico personalizzato in ambito social media. Il risultato è molto interessante ed anche l’investimento è mirato ed evita sprechi e di sparare nel mucchio…

Restando in ambito social media, sapete che cosa è Facebook Blueprint?, leggetelo nel nostro articolo dedicato.

Come Funziona E Come Si Fa A Vendere Su Alibaba-Clink

Come funziona e come si fa a vendere su Alibaba

Per capire come Funziona e come si fa a vendere su Alibaba, il pi? importante sito d’e-commerce nell’ambito B2B, abbiamo fatto una serie di studi, analisi ed abbiamo imparato a progettarlo e strutturarlo.

Come funziona e come si fa a vendere su Alibaba ? piuttosto semplice ed intuitivo. E’ a tutti gli effetti un mini sito aziendale di e-commerce. E’ presente una parte istituzionale in cui ? necessario annoverare i principali indicatori dell’impresa. Una sezione ? invece dedicata ai singoli prodotti, in cui ? importante inserire tutti i dettagli logistici, produttivi, di certificazione, di prezzo ecc. e soprattutto le parole chiave di ogni singola referenza.

L’importanza delle Keywords per Alibaba

La parte pi? importante su cui si basa il funzionamento del sito Alibaba sono le keywords. Le parole chiave sono quelle intorno alle quali ruota il funzionamento di Alibaba.

E’ fondamentale studiare le parole che riguardano la descrizione del proprio prodotto, ma, soprattutto ? importante capire come un potenziale cliente possa ricercare un proprio prodotto/servizio.

Domanda ed offerta su Alibaba

L’incontro tra domanda ed offerta ? piuttosto immediata. E’ possibile attraverso messaggi in chat spedire richieste e rispondere allegando documenti, immagini per rispondere ed instaurare cos? facilmente una relazione commerciale.

Come funziona l’Advertising su Alibaba

E’ possibile fare anche pubblicit? su Alibaba ed anche in questo caso rispetto al funzionamento degli altri siti concorrenti come ad esempio Amazon, ci si basa principalmente sulle parole chiave.

Pertanto, come la struttura e l’alberatura del sito anche quest’area ? molto destrutturata ed ? tutto a vantaggio dell’obiettivo principale consentire l’incontro tra domanda ed offerta nel modo pi? immediato e semplice possibile.

Cosa serve per poter vendere

Se si riesce a costruire una strategia di keywords corretta la piattaforma ti permette di ricevere una serie di richieste in cui ? importante la celerit? nella risposta. Infatti, Alibaba poi premia, in termini di posizionamento, coloro che sono veloci nei riscontri.

Il portale ha un vasto assortimento di prodotti e fornitori nell’ambito non food, nel food, invece, in particolar modo in Italia sta implementando queste aree negli ultimi mesi. La crescita in termini di proposte assortimentali e di qualit? dell’offerta dei fornitori ? in crescita esponenziale. E’interessante vedere in particolar modo la qualit? delle aziende italiane che stanno decidendo di entrare a far parte del portale , perch? intravedono uno strumento utile di diversificazione nell’ambito delle vendite B2B.