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Cosa è un digital export manager e come può aiutare le aziende ad esportare

Stai cercando un nuovo membro per completare il tuo team di marketing e vendite? Stai cercando di ottenere clienti negli Stati Uniti e in altri mercati esteri? Hai bisogno di una guida su come rendere più efficaci le tue campagne digitali?

Se avete risposto sì a una qualsiasi di queste domande, è necessario connettersi con un digital export manager. Questi professionisti oggi sono essenziali per generare lead di qualità e costruire relazioni di vendita significative nel mondo digitale.

Che cosa è un Digital Export Manager?

Gli export manager digitali ti aiutano a trovare online lead di qualità e a trasformarli in clienti. Questo include processi come l’analisi digitale, la pubblicità social e altre forme di marketing online. Tuttavia, la parte più importante del lavoro di un export manager digitale è quello d’individuare e ricercare nuovi potenziali clienti e creare una relazione di qualità con  loro.

Perché ne hai bisogno?

Potreste pensare, “Ho ottenuto a lungo risultati senza un manager specializzato in digitale dedicato all’esportazione. Perché ho bisogno di uno ora?” Mentre si può essere in grado di cavarsela senza uno, lavorare con un manager di esportazione digitale può rendere oggi la vostra strategia di marketing e di vendita sicuramente migliore.

Francamente, il nostro mondo sta diventando sempre più digitale. 
Le riunioni a distanza stanno diventando la norma. Affidarsi alle riunioni di persona e costruire relazioni con i clienti semplicemente non funziona più come prima.

Inoltre, molti buyer nei mercati internazionali utilizzano le videoconferenze per le imprese invece di viaggiare all’estero. Anche prima della pandemia COVID-19, il tasso di crescita del trasporto aereo per affari era in contrazione.

Tuttavia, i clienti stranieri si aspettano ancora lo stesso alto livello di servizio che si offrono per incontri di persona. Lavorare con un digital export manager è fondamentale se si vuole espandere la propria base di clienti a livello internazionale.

Cosa sta succedendo in UK?

Il nuovo rapporto sullo stato delle vendite di LinkedIn per il Regno Unito fornisce una risposta clamorosa. Le organizzazioni di vendita nel paese hanno puntato tutto sulla tecnologia di vendita come risposta alla pandemia e la rivoluzione è solo all’inizio.

La metà di tutte le organizzazioni di vendita nel Regno Unito affermano di aver risposto alla pandemia aumentando i propri investimenti nella tecnologia di vendita, inoltre (52%) affermano che aumenteranno gli investimenti l’anno prossimo e circa un terzo prevede un aumento del 50% o di più del tempo dedicato nelle negoziazioni digitali, rispetto a prima. Almeno il 40% dei professionisti delle vendite ora utilizza strumenti di collaborazione virtuale, CRM e di intelligence sulle vendite, circa un terzo ora utilizza strumenti di pianificazione delle vendite, coinvolgimento delle vendite e abilitazione alle vendite e circa tre quarti prevede di aumentare l’utilizzo di ogni tipo di strumento nel prossimo anno.

Se non si dispone di un export manager dedicato in-house, è possibile stipulare un contratto con una società specializzata in questo. Valuteranno la vostra strategia attuale e vi forniranno gli strumenti per rendere il vostro marketing e le vostre vendite digitali più efficaci.

Cosa è il social selling e come può aiutare a migliorare le vendite?

Cos’è il Social Selling? Come può migliorare le vendite?

Vediamo cos’è il Social Selling e come può aiutare a migliorare le vendite costruendo relazioni con i potenziali clienti.

Questo metodo consente da zero di raggiungere il cliente ideale di destinazione con il potere dei social media. Ecco come funziona e come avvantaggia le imprese.

Ci sono circa nel 2021 circa 3,78 miliardi di utenti di social media in tutto il mondo. Poiché i social media stanno crescendo e continueranno a farlo per il prossimo anno, il social selling può aiutare a migliorare le vendite e creare una rete più forte di lead per l’azienda ma, in modo un po’ diverso rispetto al passato.

Tuttavia, approfondendo le dinamiche del Social Selling ed integrandole alla parte vendita, è possibile utilizzare questo strumento anche in modo più strategico.

Continua a leggere questo articolo per saperne di più.

Che cos’è il Social Selling

Può essere difficile trovare una chiara definizione di che cos’è il Social Selling. In sostanza, è una disciplina che utilizza piattaforme di social media come ad esempio Linkedin o altro ancora, per creare relazioni con il mercato di destinazione.
Aiuta le aziende a guadagnare lead e crescere, riducendo di molto il “freddo della chiamata”. Per questo motivo il Social selling può aiutare a migliorare le vendite.

Essenzialmente, l’obiettivo è quello di generare soddisfazione per il proprio target, aumentando la credibilità dell’azienda e generare l’interesse nel prodotto o servizio offerto. Il social selling è un modo moderno per costruire relazioni con i potenziali clienti per creare migliori prospettive e porta a creare nuove relazioni con nuovi clienti, ma aiuta anche a rafforzare le connessioni condividendo contenuti preziosi.

Quali sono i benefici commerciali generati dal Social Selling

Uno dei più grandi vantaggi di utilizzare i servizi digitali con una strategia integrata è quello di condurre benefici a tutta l’azienda.
Così sviluppare contenuti di valore sui prodotti e sui processi permette di suscitare interesse negli addetti ai lavori, in particolar modo del proprio settore e trovare così potenziali clienti per il business. Questo significa che apprezzeranno i vostri contenuti e saranno più propensi ad essere coinvolti.
Questo porta anche ad un migliore rapporto tra la vostra azienda e i vostri potenziali acquirenti. 

Avrete clienti più consapevoli ed avranno maggiore conoscenza della vostra realtà produttiva e della vostra proposta commerciale se si pratica questo tipo di strategia.

Il Social Selling riduce anche i cicli di vendita

Un ciclo di vendita tradizionale di solito include la fase esplorativa, la ricerca ed il contatto con i potenziali clienti prospettici, cercando di creare incontri e relazioni nel medio-lungo periodo alimentandoli con diversi incontri in tempi differiti, per poi arrivare, nel migliore dei casi, a chiudere una vendita.

Con il Social Selling, invece, si possono saltare molti di questi punti perché già verranno attratti gli acquirenti che sono interessati in quello che si sta proponendo. Sarà così possibile fare più vendite in un periodo di tempo più breve.
Infine, il Social Selling è vantaggioso perché consente esplorare e raggiungere un maggior numero d’ipotetici e desiderati potenziali clienti per la vostra azienda.

Nel 2021, la maggior parte degli utenti nel mondo business utilizzano i social media in tutto il mondo.
Poiché così tante persone stanno già utilizzando il digitale per fare acquisti, è possibile raggiungere le persone in modo più efficace online.

Che cos’è il Social Selling: Clink Digital Marketing

Il Social selling è un modo semplice per connettersi e creare nuove prospettive di vendita. Impegnandosi, potete sviluppare la commercializzazione dei vostri prodotti ed attrarre i compratori.

Aumentare l’indice di social selling o avviare un social selling Linkedin o utilizzare un’altra piattaforma di social media, possono far crescere il vostro branding, in aggiunta alla creazione di contenuti di valore è possibile aumentare le performance delle vendite ed aiutare a raggiungere meglio gli obiettivi prefissati. Per ulteriori dettagli ed approfondimenti in merito: il Metodo Clink.


che cosa è il metodo clink per il digital trade marketing

Che cosa è il Metodo Clink?

Il Metodo Clink si fonda principalmente sul B2B (Business to Business). Ed è un modo nuovo per connettere clienti in qualsiasi parte del mondo, così da migliorare le vendite all’estero e non solo.

E’ un insieme di strumenti digitali che permette di far conoscere i propri prodotti o servizi ai clienti attuali e soprattutto potenziali.

Come funziona il Metodo Clink?

Utilizza tra le più importanti e potenti banche dati di ricerca di mercato, per ottenere dati con i quali segmenta il mercato e lo suddivide per target di clientela.

Come viene fatta l’analisi di mercato?

Immaginiamo di produrre dei biscotti e di volerli vendere negli Stati Uniti. Il mercato è molto vasto ed articolato. Quali sono i passi da fare per vendere un prodotto negli Stati Uniti?

Prima di tutto è necessario segmentare il mercato a cui vogliamo proporre il nostro prodotto.

Ipotizziamo che il nostro prodotto possa essere venduto sia a grandi catene delle distribuzione organizzata, come a piccoli negozi, importatori e distributori, bar, ristoranti, hotellerie, e-shop, duty free ecc.

Il primo passo è dettagliare per ognuno di questi segmenti le diverse nicchie di appartenenza. Alcuni vendono prodotti di eccellenza, chi biologici, chi vegan e chi invece si rivolge ad un target di clientela mass-market. Individuata la nicchia di mercato più profittevole, si analizza la market share per trovare i leader e tutti i potenziali clienti che vi operano.

Quali sono i successivi passi per il Metodo Clink?

Abbiamo individuato le aziende clienti potenzialmente idonee a commercializzare i “nostri biscotti”. Conosciamo ora le loro capacità e forza di vendita sul mercato. Per poter far capire i nostri vantaggi competitivi dobbiamo creare dei contenuti nella lingua ufficiale del mercato a cui vogliamo venderli.

Dobbiamo realizzare una content marketing strategy: un piano editoriale digitale che consente di far arrivare il nostro messaggio alle persone responsabili degli acquisti dei “nostri biscotti” con diversi strumenti e metodi.

Come faccio a individuare i buyer delle aziende?

L’area di ricerca del Metodo Clink si occupa d’individuare le persone chiave (Lead), gli addetti ai lavori cioè che si occupano di selezionare per la propria azienda di distribuzione i biscotti da vendere al pubblico.

Se noi facciamo arrivare un messaggio corretto a chi è interessato ad ascoltarlo con molta probabilità riusciamo a raggiungere il nostro obiettivo di vendita.

Il Metodo Clink una volta selezionati questi responsabili degli acquisti/buyer si occupa di creare ed instaurare una relazione digitale per far conoscere ed avvicinare il cliente distributore americano al produttore di biscotti, in modo da poter aiutare a migliorare le prestazioni e performance di vendita di quest’ultimo.

Clink - Nelle vendite on-line ? ancora possibile contrastare Amazon?

Alternative ad Amazon: è ancora possibile contrastare il colosso delle vendite online?

È ancora possibile trovare alternative ad Amazon nelle vendite online? Sì, ma è necessario per le aziende avere un posizionamento chiaro e differenziante. Cosa fare allora in pratica?

Il Metodo Clink propone strategie per creare alternative ad Amazon nelle vendite online

Come si ottiene un posizionamento chiaro e differenziante?

Amazon è riuscita a ritagliarsi un ruolo nella fascia media del mercato, quella più ampia.

La Leadership in termini di servizio di consegna, ampiezza assortimentale e soprattutto convenienza è incontrovertibile. L’ultima campagna di adv con spot in televisione chiude con la frase:

Prezzi bassi quando e dove vuoi”.

Le aziende si trovano così davanti ad un bivio quando vogliono creare alternative ad Amazon nelle vendite online. Possono accettare la collaborazione con il colosso americano, rispettando le sue regole, oppure proseguire da sole con proprie strategie digitali. Una strategia sbagliata si può rivelare molto costosa e poco efficiente in termini di visibilità e risultati economici.

Come si costruiscono valide alternative ad Amazon nelle vendite online?

Innanzitutto è necessario captare le keywords più utilizzate e iniziare una proficua attività di sponsorizzazione.

È indispensabile quindi individuare nicchie di posizionamento e di conseguenza parole chiavi uniche e distintive, per poter raggiungere quel cliente realmente interessato alla propria offerta e proposta.

Pertanto la strategia di digital marketing per un e-commerce deve essere diversa e differenziante per approccio, concept, price positioning e non da ultimo per i suoi prodotti in vendita.

Tutto questo perché l‘esperienza di acquisto è ancora un elemento molto importante nell’on-line da parte del cliente. Una strategia come quella descritta può portare a interessanti risultati anche e soprattutto in termini di vendita e di ritorno sugli investimenti.

Come il Metodo Clink può essere d’aiuto alle aziende?

Il Metodo Clink si basa su avanzati strumenti digitali, che individuano clienti e figure chiave nel settore B2B, con cui creare valide relazioni commerciali online con costi e tempi ridotti.

Studiare all' università la GDO

Studiare la GDO all’università

Studiare all’università la GDO è quanto mai attuale, in particolar modo in questo periodo e su questo argomento è stata tenuta La lezione di Stefano Falcone agli studenti del 3° anno dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (leggi post Linkedin)

La pandemia ha cambiato i parametri e forse anche i punti di forza tra industria e distribuzione. In particolar modo per le difficoltà legate al canale Horeca.

Così per l’industria agroalimentare la grande distribuzione organizzata è diventato un mercato di sbocco fondamentale, se non l’unico a livello mondiale.

Poter entrare in contatto con questa complessa ed articolata struttura organizzativa non è poi così semplice. Ecco perchè è meglio studiare la GDO all’Università.

Centrali di acquisto, differenziazioni e diversificazioni per insegne, alcune volte appartenenti allo stesso gruppo di acquisto, categorizzazione sempre più specifica delle merceologie, display e posizionamenti, clusterizzazione dei canali di vendita, la marca del distributore le segmentazioni, il canale discount ecc.

Questi sono solo alcuni dei numerosissimi argomenti da conoscere per questo mondo assai complicato. Mondo che merita di essere materia di studio ed approfondimento, con corsi specifici universitari.

Se ti è piaciuto questo articolo dal Blog di Clink, condividilo e lascia un commento.

Se ti interessa l’argomento approfondisci leggendo: La lezione di Stefano Falcone all’università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

Si pu? uscire dal Lockdown commerciale? Articolo-Clink

Si può uscire dal lockdown commerciale?

Si può uscire dal lockdown commerciale e qualcosa sta cambiando e forse anche più velocemente di quel che sembra?

Qualche giorno fa su Linkedin un importante buyer di una delle catene della distribuzione al dettaglio, leader in UK con oltre 600 punti vendita, ha pubblicato un post in cui chiedeva, per la sua categoria merceologica di cui si occupa degli acquisti, di spedire proposte ed idee nuove di prodotti alla sua mail personale di lavoro un allegato che non superasse i 2 mb.

Forse solo qualche mese fa tra incontri, fiere, eventi lo stesso buyer aveva la fila ed il problema contrario…

E’ forse il momento di cambiare e credere realmente in questo cambiamento attrezzandosi con una strategia digitale nuova mirata ed integrata?

La difficoltà negli spostamenti in Italia ed all’estero, la mancanza di fiere o momenti commerciali per incontrare clienti attuali e potenziali di persona hanno una validità poco sostituibile, almeno per la Generazione X e quella dei Baby Boomers che sta vivendo questa transizione verso il digitale con un po’ più di fatica, rispetto alla Generazione Z e quelle successive.

Si può uscire dal lockdown commerciale?

Proprio questa transizione però deve aiutare a fare un passo di mentalità che il 1° lockdown, forse ci ha solo introdotto e questo 2° o presunto tale, probabilmente ci porterà a compierne uno ulteriore.

Così necessariamente se vogliamo raggiungere nuovi potenziali clienti dobbiamo convincerci e credere maggiormente all’ utilizzo dei molteplici strumenti che l’on-line ci mette a disposizione.

E’ arrivato il momento di rendere i siti web che abbiamo, più curati, ingaggianti ed interattivi. Pensando che possano entrare nuovi e potenziali clienti alla ricerca di aziende affidabili o prodotti nuovi e creare una strategia digitale integrata. Dove quest’ultima non coincide solo con un’attività sui social media…

social media come si crea una campagna con pubblico personalizzato su Facebook/Instagram - Clink

Social Media: perché utilizzare campagne con pubblico personalizzato

Le Campagne con pubblico personalizzato sono utili perché permettono di fare attività sui social media estremamente mirate, migliorando in modo significativo gli obiettivi.

Ha ancora un senso fare azioni promozionali su pubblici generici, suddivise per generiche segmentazioni socio-demografiche?

Probabilmente non più. Promuovere un prodotto/servizio ad un target di clientela per quanto individuato ed individuabile ha un efficacia sempre più bassa.

Social Media: Perché è importante avere una iper segmentazione del Pubblico?

Cosa bisogna fare per effettuare una iper segmentazione?

La iper segmentazione è possibile utilizzando diversi strumenti.

Spesso è necessario sviluppare azioni a gruppi di clienti, suddivisi in cluster è indispensabile sempre più effettuare delle aggregazioni per effettuare azioni mirate con maggiore efficacia.

Prima di tutto è necessario comprendere quale dei propri prodotti e/o servizi selezionare ed a chi indirizzarli. Effettuare una corretta strategia di posizionamento evidenziando punti di forza e riducendo il più possibile quelli di debolezza. Costruire un percorso, un piano strategico non una azione di comunicazione isolata e casomai ripetuta a distanza nel tempo. Ovviamente, un piano editoriale che abbia un tono di voce adeguati ai singoli segmenti di pubblico personalizzato a cui ci si sta rivolgendo ed ultimo e non per ultimo scegliere il corretto canale social media da utilizzare.

Social Media: Come si costruisce un pubblico personalizzato?

Tutti i principali social media permettono di caricare un pubblico personalizzato. Nel rispetto della privacy policy è possibile caricare direttamente i nominativi con un grado di precisione abbastanza buono. Avere nome, cognome, città, mail sarebbe meglio ma, il sistema permette anche di poter utilizzare, la sola mail in alcuni casi potrebbe bastare, purché sia la mail con cui ci si è iscritto al social media. E’ possibile anche utilizzare altre fonti come la app, il sito ed altre origini di dati su cui poter sviluppare azioni mirate. La meccanica di caricamento è piuttosto semplice ed intuitiva.

Quindi ricapitolando è importante utilizzare le campagne con pubblico personalizzato in ambito social media. Il risultato è molto interessante ed anche l’investimento è mirato ed evita sprechi e di sparare nel mucchio…

Restando in ambito social media, sapete che cosa è Facebook Blueprint?, leggetelo nel nostro articolo dedicato.

il digital trade marketing content di Stefano Falcone

Che cosa è il Digital Trade marketing Content?

Per spiegare cosa è il Digital Trade Marketing Content, dobbiamo iniziare a spiegare cosa si intende per Digital Trade Marketing: sono tutte quelle attività di Marketing applicate ad un contesto Trade, sviluppate con strumenti digitali.

Il Digital Trade Marketing Content si occupa dell’analisi, studio, creazione e sviluppo di contenuti idonei a comunicare le attività in un ambito Trade. Contenuti, visuali e testuali, che hanno come obiettivo di Marketing quello di comunicare le attività che si svolgono in ambito Trade con strumenti digitali

L’esperienza di Stefano Falcone a Londra nel Digital Trade Marketing Content

Il progetto consisteva nel veicolare un famoso brand del caffè, coinvolgendo uno dei ristoranti più rinomati di Mayfair di Londra. Abbiamo creato un vero e proprio set fotografico, all’interno dell’area ristorante e il personale stesso è diventato attore protagonista. La preparazione del caffè e il servizio sono stati oggetto del Content. Prima il lavoro di editing, poi quello del piano editoriale con una strategia social media dedicata.

Il risultato ha determinato un ottimo ritorno per il produttore per visibilità del suo brand grazie all’attività di co-marketing con il ristorante. Interessante è stata la fidelizzazione del personale di vendita e di preparazione del caffè, coinvolto in maniera attiva. Infine la redemption sul consumatore finale. La strategia di comunicazione si è focalizzata su un target audience selezionato. I clienti una volta vista la campagna social dedicata sono ritornati nel locale e hanno richiesto di degustare proprio quel caffè descritto nel Content.

Non solo cosa è, ma quali sono le problematiche per realizzare un buon Content

Le giornate dedicate allo shooting sono di ordinaria follia, in particolare se hai video e foto. Si prepara tutto in esterna e poi all’interno dei locali. Giorni e giorni a pensare al digital trade marketing content, con relativi sopralluoghi, orari e spostamenti per arrivare nei momenti giusti. Poi tutto viene stravolto sul campo. Da Piccadilly a Mayfair, coinvolti nell’isterico traffico di Londra, con tutta l’attrezzatura al seguito, si arriva, si monta la scenografia si iniziano le riprese e… entra un cliente! Così si ricomincia, con l’immensa pazienza del personale del ristorante, i veri attori.

La ricerca dell’autenticità del locale nella preparazione dei cibi è l’elemento fondamentale di comunicazione.

lezione di Stefano Falcone sul Retail Marketing all'Universit? di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

La lezione di Stefano Falcone sul Retail Marketing all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

Non è stato semplice per Stefano Falcone preparare una lezione sul Retail Marketing all’università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo. Ovvero tramutare oltre 20 anni di esperienza sul campo in poche slide comprensibili. Rendere l’argomento il meno noioso possibile per gli 86 studenti in aula non è stato semplice.

Essere invitato a tenere la prima lezione di un percorso speciale, fatto per gli studenti del 3° anno della laurea triennale in Culture e Scienze Gastronomiche, è stato un piacere. Un’esperienza stimolante e allo stesso tempo formativa.

Il seminario in Retail Marketing all’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo

Il Corso di Laurea sviluppa tematiche attraverso incontri con professionisti del settore con visite specifiche in punti vendita. Tali professionisti ricoprono ruoli ai più alti livelli della distribuzione italiana sia online che offline. Questo è sicuramente sinonimo di attenzione e lungimiranza didattica da parte dell’Università di Scienze Gastronomiche. Sicuramente si ritorna arricchiti nell’animo e nella mente. Insegnare, mestiere che non mi appartiene, ingloba in sé non solo conoscenze della materia, ma anche una buona dose di sensibilità, intuito, velocità mentale e public speaking.

Capire l’auditorio, parlare, osservare, intuire e in qualche modo percepire quali possano essere gli argomenti più “caldi” per chi ti ascolta, innalzano il livello di attenzione e concentrazione. Attenzione, andare troppo fuori tema è davvero molto facile

Cosa è l’Università di Scienze Gastronomiche (UNISG)?

L’Università è situata a Pollenzo, in provincia di Cuneo, in un contesto storico e architettonico di altissimo pregio. L’UNISG fin dagli albori ha intrattenuto stretti rapporti con l’associazione Slow Food, beneficiando della sua vasta rete di soci e sostenitori in tutto il mondo. È dotata di un’organizzazione e un corpo docente di altissima professionalità. Propone una didattica internazionale e corsi interamente in inglese, con una forte presenza di ragazzi da tutte le parti del mondo. Senza ombra di dubbio una punta di diamante della cultura enogastronomica italiana. Formare gli “scienziati” dell’alimentare italiano è sicuramente guardare ad un domani del nostro Paese in uno dei settori più rappresentativi e trainanti del Made in Italy.

La lezione di Stefano Falcone all’Università: il Retail Marketing nei canali di vendita GDO ed Horeca nel mondo

Il mondo del retail sia GDO che HORECA è molto articolato. Ha modalità applicative difficili da comprendere se non si è all’interno del meccanismo, con un futuro che ancora non è così chiaro. Quanti, quali e come saranno i punti vendita? È una delle grandi domande che si pone non solo la Distribuzione ma, anche l’industria.

L’on-Line continuerà il suo trend di crescita, ma per alcune categorie merceologiche, dove l’acquisto è più complesso, si devono ancora risolvere e superare alcune barriere. Lo stesso Amazon, dopo l’acquisizione di Whole Foods Market, colosso texano specializzato nella distribuzione di prodotti biologici e locali, è sceso in strada e sta aprendo nuovi supermercati. Il primo è a Los Angeles ma sono in corso trattative in altre città americane.

In questo scenario la distribuzione italiana potrebbe e dovrebbe fare molto di più in termini di retail marketing.

I nuovi strumenti del digital marketing

Questi nuovi strumenti di digital marketing applicati al trade sono di grande potenzialità. Sicuramente offrono ampi margini di crescita, in un settore che ultimamente ha un po’ rallentato la sua corsa.

Di seguito il mio video in cui vado ad approfondire quanto scritto in questo articolo.

clink digital marketing come funziona tiktok ads?

Come funziona TIK TOK ADS

Abbiamo in anteprima testato la possibilità di creare una campagna di advertising su TIK TOK, in questo articolo andremo a vedere come funziona la console degli ads.

La piattaforma ads di TIK TOK è piuttosto intuitiva e similare alle altre vediamo in dettaglio come funziona. Per iniziare si scelgono gli obiettivi, poi si passa sostanzialmente alla scelta della segmentazione e targetizzazione del pubblico, che rispetto ad altre piattaforme come Facebook Business è piuttosto semplificata e forse un po’ troppo poco dettagliata. Con facilità è possibile caricare i contenuti anche se al momento i supporti per creare dei content multimediali sono molto pochi.

TIK TOK ads, quanto costa?

Infine, il costo delle ads su TIK TOK, è particolarmente alto al momento, infatti è necessario un investimento minimo di 20€ al giorno. Da provare sia perché si è tra i primi ma anche e soprattutto per raggiungere un target. Target che al momento altri canali media hanno difficoltà a coprire e raggiungere. Nella presentazione i vari passaggi.

Cosa ne pensate?
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