Cetos e Clink: ottimizzare il processo di vendita con Salesforce

Parlano di noi: Cetos e Clink, come ottimizzare il processo di vendita con Salesforce

La sfida: ottimizzare il processo di vendita con Salesforce

Cetos, azienda leader nella produzione di serramenti in alluminio, si trovava ad affrontare una sfida comune a molte realtà del settore edile: la necessità di gestire in modo efficiente un elevato volume di dati durante l’intero processo di vendita, dalla lead generation alla consegna del prodotto finale. L’obiettivo era duplice:

  • Evitare la dispersione dei dati, garantendo che ogni informazione fosse sempre disponibile al momento giusto.
  • Ottenere una visione completa del cliente e del progetto, per ottimizzare le performance e la soddisfazione del cliente.

Esigenze specifiche

Per affrontare questa sfida, Cetos necessitava di un sistema che rispondesse a precise esigenze:

  • Avere “l’informazione giusta nel posto giusto”: ogni dato doveva essere facilmente accessibile e consultabile in qualsiasi fase del processo di vendita.
  • Recuperare qualsiasi dato con facilità: indipendentemente da chi lo aveva inserito o dal contesto in cui era stato acquisito, doveva essere possibile ritrovare qualsiasi informazione in modo rapido e intuitivo.
  • Catalogare tutti i dati in modo uniforme: una struttura chiara e coerente per tutti i dati raccolti avrebbe facilitato la ricerca e l’analisi.
  • Sfruttare i dati per prendere decisioni informate: la possibilità di analizzare i dati storici e attuali avrebbe permesso a Cetos di ottimizzare le strategie di vendita e marketing, migliorare la comunicazione interna e aumentare la soddisfazione del cliente.

Come ottimizzare il processo di vendita con Salesforce, Cetos e Clink

CLINK, partner ufficiale Salesforce, ha sviluppato una personalizzazione del sistema CRM sulla base delle esigenze di Cetos, offrendo una serie di vantaggi che hanno permesso all’azienda di raggiungere i propri obiettivi:

Raccolta mirata delle informazioni:

  • Creazione di campi personalizzati per raccogliere dati specifici su clienti, collaboratori e progetti, garantendo che ogni informazione fosse salvata nel punto giusto del processo.
  • Integrazione con il gestionale esistente: il CRM è stato integrato con il sistema gestionale di Cetos, creando un unico repository di dati e migliorando la visibilità delle informazioni.
  • Accessibilità e fruibilità: l’interfaccia intuitiva e facile da usare del CRM permette a tutti i membri del team di inserire e condividere le informazioni in modo agevole.

Risultati tangibili:

L’implementazione del CRM Salesforce ha portato a un significativo miglioramento del processo di vendita di Cetos:

  • Maggiore efficienza: riduzione del tempo dedicato alla raccolta e gestione dei dati, con un aumento della produttività.
  • Migliore comunicazione interna: maggiore collaborazione e condivisione delle informazioni tra i diversi reparti, favorendo un ambiente di lavoro più sinergico.
  • Aumento della soddisfazione del cliente: capacità di rispondere in modo rapido e preciso alle esigenze dei clienti, migliorando la loro esperienza.

Guarda il video per approfondire:

Per scoprire di più sul caso di successo di Cetos e vedere come Salesforce ha ottimizzato il loro processo di vendita, guarda il video disponibile su YouTube.

CLINK & Cetos: Ottimizzazione del processo di vendita con Salesforce (LINK VIDEO)

Vantaggi del CRM Salesforce per le aziende del settore edile

Il caso di Cetos dimostra come un CRM avazato come Salesforce possa apportare benefici concreti alle aziende del settore edile, che spesso si trovano a gestire un elevato volume di dati e a dover affrontare sfide simili:

  • Maggiore controllo sui dati: organizzazione e gestione efficiente di tutte le informazioni relative ai clienti, ai progetti e alle vendite, garantendo una visione completa del business.
  • Migliore comunicazione e collaborazione: accesso alle informazioni in tempo reale da parte di tutti i membri del team, favorendo una comunicazione fluida e una collaborazione efficace.
  • Processo decisionale più efficiente: analisi dei dati per prendere decisioni informate e ottimizzare le strategie di vendita e marketing, aumentando la redditività.
  • Aumento della soddisfazione del cliente: capacità di fornire un servizio clienti eccellente e personalizzato, rafforzando la fidelizzazione.

Cetos e Clink: ottimizzare il processo di vendita con Salesforce

Richiedi maggiori informazioni

Vuoi scoprire come Salesforce può aiutarti a ottimizzare il tuo processo di vendita e aumentare la soddisfazione del cliente nel settore edile?

Compila il form di contatto e saremo lieti di rispondere a tutte le tue domande e fornirti maggiori informazioni.


Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del Dlgs 196 del 30 giugno 2003 e dell’art. 13 GDPR (Regolamento UE 2016/679).

Clink e Salesforce collaborano per migliorare la Customer Satisfaction di Ragazzon

Clink è lieta di annunciare il successo del progetto realizzato grazie alla tecnologia di Salesforce, che ha permesso a Ragazzon, azienda leader nel mondo manufacturing e specificatamente automotive, di aumentare la Customer Satisfaction dei suoi clienti attuali e potenziali, migliorando così le performance del proprio business.

Migliorare la gestione della documentazione

Il progetto è stato sviluppato in meno di un anno e ha permesso di migliorare la gestione della documentazione utilizzata in azienda. Prima esistevano documenti di vari formati e salvati in vari punti, come per esempio fogli Excel, Word, Mail, documenti cartacei, telefonate, Whatsapp e report di incontri.

Un unico strumento di gestione delle relazioni

Ora esiste un unico strumento di gestione delle relazioni professionali, il CRM (Customer Relationship Management). Il risultato ottenuto ha permesso di lavorare con maggiore velocità ed efficienza, di cogliere più opportunità di business, incrementando la soddisfazione del cliente e migliorando le performance aziendali.

Contribuire a risolvere problemi di archiviazione e gestione delle informazioni

Grazie alla tecnologia di Salesforce, Clink ha contribuito a risolvere i problemi di archiviazione e gestione delle informazioni, migliorando l’esperienza del cliente.

Contattaci per maggiori informazioni

#business #tecnologia #clink #crm #digital #Salesforce #CustomerSatisfaction

Se vuoi maggiori informazioni e dettagli sul progetto, contattaci tramite il form qua sotto.
Siamo entusiasti di poter offrire ai nostri clienti servizi all’avanguardia, basati sulla tecnologia e sulle migliori pratiche del settore.

Autorizzo il trattamento dei miei dati personali ai sensi del Dlgs 196 del 30 giugno 2003 e dell’art. 13 GDPR (Regolamento UE 2016/679).
penne stilografiche montegrappa social a colloquio con Diana Aquila

Penne stilografiche MONTEGRAPPA, Così promuoviamo sui social i nostri “strumenti da scrittura”

Parrebbe quasi una contraddizione in termini. E invece, attraverso l’adozione di efficaci strategie e tecniche di comunicazione-promozione nel digitale, la storica azienda di penne stilografiche Montegrappa può vantare rapporti privilegiati con i suoi estimatori anche sui canali social. E anche i riscontri commerciali sono lusinghieri.

A colloquio con Diana Aquila, responsabile marketing di Montegrappa

Accompagnata da Rufus, un simpatico e discreto chihuahua a pelo lungo, Diana Aquila ci accoglie nella luminosa boutique di Montegrappa, storica ditta bassanese (fondata nel 1912) alla quale la sua famiglia ha saputo imprimere negli ultimi decenni uno straordinario slancio.

Diana Aquila, Head of Marketing di Montegrappa: una formazione prestigiosa al servizio delle penne stilografiche

L’accento lievemente contaminato da un’inflessione meneghina ha il compito non facile di spiegarci come un’azienda che produce “strumenti da scrittura” riesca, in un’epoca fortemente segnata dal digitale, a guadagnare quote di mercato e a imporsi con inconfutabile successo nei mercati internazionali.

Formatasi come fashion stylist al prestigioso Istituto Marangoni di Milano (un tempio della moda), ha gestito per circa quattro anni sempre nel capoluogo lombardo il negozio Montegrappa di via Borgospesso, laterale della centralissima via Montenapoleone.

“Un’esperienza importante, una sorta di battesimo del fuoco nel mercato della scrittura. Ma soprattutto un mondo davvero particolare, nel quale mi sono trovata a lavorare a diretto contatto con la clientela, potendomi fare un’idea chiara dei montegrappisti.

La clientela di Montegrappa: creativi, appassionati, rigorosi e attenti ai dettagli

Persone dalla fisionomia ben definita: sofisticate, creative, con uno spiccato senso estetico, spesso amanti dei prodotti di lusso, ma al tempo stesso rigorose e attente ai dettagli. In gran parte collezionisti che considerano le penne dei veri e propri tesori e che le usano con estrema cura, a prescindere dalla loro serie di appartenenza. Che, di norma, viene distinta fra regolari, limitate e limitatissime”.

Forte dell’esperienza sul campo e della preparazione acquisita attraverso il suo percorso di studi, Diana Aquila opera ora a Bassano, in veste di head of marketing, nello storico stabilimento di via Ca’ Erizzo, lungo il Brenta e a nord della città.

In un’era digitalizzata, la ditta storica Montegrappa si afferma con successo nei mercati internazionali

L’azienda, ci spiega, dispone di una rete internazionale di distributori, con i rispettivi agenti, e di diversi negozi monomarca (le boutiques), fra i quali spicca quello di Bassano, meta di visite da parte di cultori provenienti da ogni parte del mondo. In realtà, poiché tutto viene prodotto in casa, l’intera ditta (reparti produttivi compresi) è oggetto del pellegrinaggio di appassionati.

Scelta fortemente voluta e in linea con una tradizione che si mantiene intatta con il passare degli anni. Se infatti la fondazione di Montegrappa risale ai primi del secolo scorso, la particolare filosofia che l’ha caratterizzata per decenni è stata poi condivisa da Leopoldo Tullio Aquila, i cui rapporti commerciali con l’azienda cominciarono nel 1938, quando iniziò a sviluppare numerose produzioni su commissione.
Fu poi nel 1981 che la famiglia Aquila rilevò la ditta.

Configuratore personalizzato e factory tour: un’esperienza immersiva nella storia e nell’arte di Montegrappa

“A proposito di strategie commerciali azzeccate, per così dire, un posto d’onore spetta al nostro configuratore, recentemente introdotto e subito molto gradito dai clienti, che possono ora personalizzare al massimo il prodotto in funzione della loro sensibilità e del loro gusto.

Ma pure i factory tour (che si svolgono al mercoledì, con una frequentazione di circa quattro / dieci visitatori alla volta) rivestono una significativa importanza, contribuendo ad aumentare il livello di fidelizzazione dei montegrappisti, che possono così conoscere nel dettaglio la nostra storia e ammirare le creazioni più iconiche: un percorso che si conclude immancabilmente nella Sala delle Eccellenze, il museo
aziendale. Con una punta di orgoglio possiamo affermare che Montegrappa crea attrazione e porta turismo a Bassano”.

Si tratta sicuramente di formule molto efficaci, per non dire vincenti. Ma, dal punto di vista strettamente digitale, come state curando la vostra promozione? “Siamo presenti su tutti i canali social: Facebook, Instagram, Youtube, Linkedin, Twitter. E, da poco, abbiamo aperto un profilo anche su Tik Tok. Bisogna però considerare che il nostro target principale è costituito da utenti oltre i quarant’anni e, in generale,
abbastanza distanti dal mondo dei social. Nonostante tale peculiarità, la pagina Facebook è seguita da
circa centomila persone, quella Instagram da cinquantamila.

Una presenza, quella sui social, alla quale sicuramente teniamo, senza tuttavia volerne divenire schiavi.
In effetti utilizziamo questi media soprattutto in funzione di specifici obiettivi, come in occasione delle
campagne di lancio dei nuovi prodotti: circa tre o quattro al mese.

Socializzare con i montegrappisti: fidelizzazione e conoscenza della storia di Montegrappa

Il linguaggio, adeguato a ogni tipo di social, si avvale di una comunicazione strategica sulla base di un piano editoriale, mentre il lancio mirato a promuovere le collezioni viene fatto attraverso campagne di advertising, Paese per Paese.

Nell’ambito del mail marketing, invece, lo strumento più performante e oggi irrinunciabile è rappresentato dalla newsletter, che inviamo regolarmente a circa cinquantamila contatti. I testi, abbastanza tecnici e non proprio cortissimi, sono comunque molto graditi dai montegrappisti, che amano ottenere informazioni esaurienti, per poi eventualmente raccontarsi e scambiarsi dati, pareri, perfino emozioni. È anche per questo motivo che abbiamo preferito non aprire una community, ma supportare quelle dei nostri amici pennaioli”.

Avete profilato la vostra clientela?

“È un’operazione che conduciamo con molta discrezione attraverso la traccia degli acquisti online e dei contatti diretti. Nei rapporti con la rete vendita, alla presentazione delle collezioni, vengono invece raccolti utili feedback sul prodotto”.

Quanto incidono le licenze, come per esempio nel caso delle penne marchiate Fifa in occasione dei Mondiali 2022, nella vostra produzione?

“Si tratta di un peso rilevante, fondamentale implementazione delle vendite. Soprattutto se viene associato alla forte presa emozionale che le nostre penne suscitano sempre in chi le sceglie;
che non è un cliente in senso stretto, ma una persona che condivide i valori della marca identificandosi
con essi. D’altro canto, in ogni nostro strumento è presente il tocco umano. Ed è nostro desiderio che
sia percepito. Una sorta di sentimento che si propaga anche nei nostri mercati principali: Stati Uniti,
Medio Oriente, Cina e Italia”.

Quanto conta la creatività nel vostro lavoro?

“È il presupposto essenziale, la conditio sine qua non. Anche se poi l’idea deve necessariamente essere supportata dalla sapienza tecnica: microfusioni, incisioni a bulino, smaltature a freddo, miniature, incastonature… la nostra attività si avvicina molto alla gioielleria e all’orologeria”.

In chiusura, due parole sul sito…

“Possiamo dire che si divide in due anime: istituzionale, legata alle sollecitazioni/suggestioni delle newsletter, ed e-commerce.

Da quest’ultima, spinta attraverso le campagne e le promozioni sui social, abbiamo ottimi riscontri, anche grazie all’introduzione del configuratore che fornisce un servizio su misura. Dalla gestione one-to-one, infatti, risulta che sono molto gradite le serie limitate e la possibilità di personalizzare”.

I prossimi obiettivi…

L’intrapresa di un percorso virtuoso orientato all’economia circolare e all’ecosostenibilità: cioè produrre e progettare secondo i dogmi della green-economy!”.

Immagine 2022-12-16 113846

Come comunicano le aziende, il caso Baxi

Silvia Bordignon, responsabile Comunicazione e Trade Marketing di Baxi, azienda che eredita la quasi centenaria tradizione della Smalteria e Metallurgica Veneta e che attualmente progetta e produce caldaie e sistemi per il riscaldamento e climatizzazione ad alta tecnologia. Recentemente questa rilevante industria bassanese è balzata agli onori della cronaca internazionale per la realizzazione di una caldaia domestica a idrogeno puro, prodotto tramite energia rinnovabile e senza emissioni di CO e CO2.

Quali sono stati gli esordi in Baxi?

“Lavoro in questa realtà dal 2000. Inizialmente avrei dovuto operare nell’ambito dell’Ufficio Commerciale Estero, settore radiatori. Proprio allora, però, si decise che ogni azienda del gruppo si focalizzasse sul proprio core business: nel nostro caso, le caldaie.

Così, in alternativa, mi venne proposto un tirocinio in quella che era, ancora in embrione, un’unità destinata allo sviluppo del marketing e che corrispondeva all’Ufficio Promozione per l’Estero. Al
termine dell’apprendistato, entrai in forze in quella struttura e realizzai uno dei miei primi lavori (avvalendomi di una fiammante tastiera in cirillico): un volantino studiato ad hoc per promuovere scaldacqua elettrici in Russia!”.

Qual era la situazione commerciale a quell’epoca?

“Fra il 2000 e il 2008 abbiamo vissuto anni di grande espansione, soprattutto nei mercati esteri.
In azienda si respirava un’aria davvero effervescente, al punto che si decise di fondere gli Uffici Promozione Estero e Promozione Italia e di dare vita, nel 2005, alla Divisione Marketing: quella
che oggi si chiama Sales and Marketing”.

Quali sono le sue attività nell’ambito della Comunicazione e del Trade Marketing?

“Il nostro principale target è costituito dagli installatori. A loro, che hanno l’opportunità di influenzare e governare le scelte degli utenti finali (i consumatori) si rivolge principalmente la nostra comunicazione. Siamo quindi nel contesto del B2B, ossia del commercio interaziendale.

Nello specifico si tratta, per quanto attiene all’ambito domestico, di idraulici; mentre, per quello professionale, di progettisti (ingegneri e architetti), che consideriamo opinion leader.
Ovviamente il linguaggio che adottiamo varia in funzione dell’interlocutore. Nel caso dell’idraulico ci rivolgiamo al privato, in quello del professionista all’azienda. Pure con il grossista il rapporto è improntato a grande dialogo e collaborazione.

Non bisogna infatti dimenticare che la catena distributiva passa per quattro anelli: dall’azienda (noi) al grossista, all’installatore e infine all’utente”.

Fidelizzare l’installatore è dunque un obiettivo primario…

“Certamente. Un target che perseguiamo attraverso diverse strategie. Dal 2013 al 2017, per esempio, abbiamo organizzato i Baxi Expo, dei roadshow che hanno incontrato un notevole successo: incontri itineranti, a invito, con gli installatori di un preciso territorio. Una modalità efficace per sviluppare rapporti
diretti con loro in location individuate direttamente da noi (particolarmente riuscito quello svoltosi a Roma, al Salone delle Fontane dell’Eur), nei quali venivano presentate – per aree tematiche – pillole informative di specifico interesse.

Dunque, una formula di comunicazione BTL (Below the line), rivolta cioè a uno specifico gruppo di utenti
(gli installatori) e non veicolata su larga scala attraverso i media tradizionali. Nel complesso si è trattato di una linea d’azione vincente, completamente elaborata dalla nostra Direzione Marketing”.

Anche un’occasione importante per conoscere gli installatori…

“Ne abbiamo contattati circa dodicimila, tutti regolarmente profilati: dati che sono stati poi inseriti in un software CRM (Customer Relationship Management) per la gestione di idonei rapporti e interazioni con
loro. E, soprattutto, per l’avvio di LunaTeam, uno specifico programma di fidelizzazione che annovera circa 2000 installatori.

Ciò ci ha permesso di raggiungere i consumatori finali che, visitando il nostro sito, possono consultare l’elenco degli installatori fidelizzati Baxi, zona per zona”.

Quali canali di comunicazione utilizzate per rivolgervi all’utente finale?

“Dipende dall’utente. Di norma per i privati utilizziamo social come Facebook o Instagram, sui quali veicoliamo campagne di sensibilizzazione orientate a illustrare le tecnologie Baxi e i vantaggi offerti, per esempio, dalle nostre caldaie a condensazione piuttosto che dalle pompe di calore. Oppure consigli utili,
supportati da appositi video, come nel caso della campagna Seven tips, con varie soluzioni a favore del risparmio in bolletta. Con i professionisti ci avvaliamo di Linkedin e impieghiamo il Direct mailing con le Newsletter. Per certe campagne desensibilizzazione ci serviamo anche di GoogleAds

Venendo alla stampa e ai mezzi tradizionali, come vi muovete?

“Curiamo varie campagne Adv (Advertising) principalmente su riviste di settore: testate tecniche alle quali sono solitamente abbonati gli installatori. Ma sono decisamente importanti anche gli incontri con i giornalisti, che ci seguono con una buona disponibilità e con i quali possiamo vantare relazioni di lunga durata: ritengo infatti che abbiano compreso la serietà dei nostri messaggi, sempre legati a contenuti rigorosi e di rilevanza scientifica”.

Scarica il PDF dell’Articolo

email marketing cos'è e come conviene farlo clink digital team

Che cos’è l’email marketing, perché conviene e come farlo…

Che cos’è l’email marketing?, rispondere a questa domanda potrebbe sembrare semplice e immediato: L’invio di pubblicità tramite email! La risposta, però non è proprio così scontata come potrebbe apparire. Infatti se provassimo ad articolarla un pochino potremmo dire che, l’email marketing è l’uso della posta elettronica utile per promuovere prodotti e/o servizi al fine di sviluppare relazioni con potenziali clienti. Si tratta essenzialmente di posta diretta e mirata a terzi, realizzata elettronicamente (email) anziché mediante l’utilizzo del servizio postale tradizionale.

In questo articolo proveremo a spiegare nel dettaglio cos’è l’email marketing, quali sono i suoi vantaggi e quali invece i metodi per realizzarlo in maniera efficace e i relativi confronti con differenti forme di marketing alternativo.

Analizziamo anche quali sono gli svantaggi, gli errori più comuni dell’email marketing, e perché in conclusione valga davvero la pena affidarsi a dei professionisti.

Che cosa è l’email Marketing?

Le aziende inviano ogni giorno decine se non centinaia di email di natura differente: conferme d’ordine, risposte dirette alle domande dei clienti etc. In effetti ogni mail inviata da un’azienda ad un cliente, potrebbe essere considerata una forma di email marketing, tranne che in rarissimi casi. L’Email marketing è un segmento di internet marketing, che comprende il marketing online tramite siti web, canali social, blog, e altro ancora.

Ci sono varie forme di email marketing che possono includere newsletter con aggiornamenti sulla società, promozioni di vendite e offerte esclusive per gli abbonati o iscritti. Le email di marketing possono anche cercare di condividere un messaggio generale per conto dell’azienda. Ad esempio gli auguri per una festa ricorrente, gli auguri di compleanno ad un iscritto.

Uno degli obiettivi dell’email marketing è consentire alle aziende di mantenere i loro clienti informati e adattare i messaggi di marketing per uno specifico segmento di pubblico. Il solo limite è quello di rischiare di allontanare i clienti con continue e fastidiose email di spam.

I due maggiori vantaggi dell’email marketing sono prezzo e facilità.

Il prezzo è altamente concorrenziale rispetto ad altri tipi di marketing. L’uso di email si può considerare senza ombra di dubbio il modo più economico per pubblicizzare un’azienda ei suoi prodotti o servizi.

La facilità di utilizzo è tale da consentire l’accesso, l’utilizzo e il monitoraggio anche alle più piccole imprese.

Come funziona l’email marketing?

Oggi una delle attività più comuni e di successo è diventato: inserire un’opzione di iscrizione alla newsletter al sito web, che consiste per un’azienda nel fare in modo che un numero sempre in crescita di persone e clienti possano entrare a far parte della propria newsletter aziendale, al fine di poter raggiungere e affiliare un’utenza sempre maggiore. Diventa così più semplice indirizzare i clienti anche alla newsletter dai profili di social media dell’azienda ampliando la comunicazione e favorendo lo sviluppo.

Quanto detto finora sembra risultare d’immediata comprensione e di facile attuazione, al punto da indurre ad una rapida conclusione: Che bello, è così semplice che posso fare email marketing da solo! In teoria sarebbe possibile, ma in pratica altamente sconsigliabile, in quanto affinché le tue email non corrano il rischio di essere ricevute ma non lette, o nel peggiore dei casi che l’utente possa cancellarsi definitivamente dalla mail list, sarebbe consigliabile affidarsi a dei professionisti del settore che studiando le migliori strategie, e creando dei contenuti di elevata qualità, possano notevolmente aumentare la probabilità che le tua comunicazioni via email vengano notate e prese seriamente in considerazione.

Che cos’è una newsletter?

Prima abbiamo parlato di newsletter, vediamo adesso che cos’è. Per farla semplice, una newsletter è un messaggio inviato via email in modo ricorrente ad una lista di iscritti per tenerli aggiornati. La newsletter ha una grafica e un layout ben preciso che solitamente è conforme con lo stile comunicativo dell’azienda che la invia.

Ci possono essere vari tipi di newsletter, può essere un’email promozionale progettata per evidenziare l’ultima novità di un brand e/o dei suoi prodotti, oppure può includere contenuti editoriali. Importante, la newsletter deve essere inviata in rispetto della normativa sulla privacy (leggi il nostro articolo “Cos’è la Privacy e perchè è importante)”.

Una newsletter regolare è un modo semplice ed efficace per inviare aggiornamenti su un’azienda, prossimi eventi e offerte speciali. Attraverso dei software dedicati è possibile addirittura programmare email promozionali personalizzate e automatizzate rivolte, ad esempio, a nicchie di clienti come coloro che non hanno effettuato acquisti di recente o che comprano solo determinate categorie di prodotti.

Email marketing conviene farlo nel 2022?

Può sembrare strano che nel 2022, considerata era dei social media, ci venga chiesto ed addirittura consigliato di scrivere email quale strumento privilegiato di marketing. Tuttavia, esistono dati statistici che dimostrano che rimane un aspetto importante degli sforzi di marketing. Studi delle principali piattaforme di email marketing indicano che questo tipo di marketing restituisce una media di 40€ per ogni 1€ speso.

Inoltre i sondaggi rilevano che il 59% dei clienti è influenzato dalla posta elettronica quando si tratta di decisioni di acquisto.

Si stima che l’email marketing abbia un tasso di conversione del 2,3%, rispetto all’1% per i social media.

Il vantaggio della posta elettronica rispetto ai social media è che i clienti hanno maggiori probabilità di vedere una email rispetto ad un post sui social media. Questo è dovuto al fatto che postare qualcosa sui social media non significa che vedano il messaggio proprio quelli che vorremmo raggiungere. Mentre un’email rimane in una casella di posta fino a quando non viene letta (o cancellata).

Una buona strategia di marketing impone che l’email marketing vada di pari passo con i social media.

Quindi, conviene questo tipo di marketing?

Come abbiamo visto, l’email marketing è una soluzione efficace e collaudata. Ha dimostrato nel tempo di essere solida ed affidabile, per qualsiasi tipo di azienda e per ogni diverso prodotto o servizio. Può con tutta onestà considerarsi, qualunque siano gli obiettivi di un’azienda, il miglior modo per trasmettere un messaggio diretto e funzionale allo scopo a più persone possibile in contemporanea.

Le email inviate non devono necessariamente perseguire il tentativo di vendere qualcosa. Possono e devono essere utilizzate anche per condividere il feedback dei clienti, come le storie di successo, le recensioni migliori, ecc. o anche per costruire un rapporto continuativo di fedeltà, condivisione e crescita. Un altro utilizzo dell’email marketing è quello di creare delle email educative per aiutare ulteriormente i clienti, gli iscritti o gli abbonati, ad avere una migliore comprensione del proprio prodotto o servizio.

Nel futuro sicuramente le campagne di email marketing non saranno abbandonate o superate. Lavoreranno ancora più in sinergia con le campagne di social media marketing per implementare e ottimizzare l’impegno e l’obbiettivo comunicativo di ogni azienda..

quanto sfruttiamo i social?

Quanto sfruttiamo, o siamo sfruttati dai social?

Se si considerano i social come canali nei quali comunicare qualcosa, senza farsi influenzare dal numero dei like che si ricevono, si può gestire uno strumento davvero importante e utile.

Quanto sfruttiamo, o siamo sfruttati dai social? La domanda ha effettivamente una sua ragione, perché la linea di demarcazione è piuttosto labile, non facile da individuare.

Da un lato, infatti, siamo noi a utilizzare i social, beneficiando delle loro immense potenzialità; dall’altro però, magari senza nemmeno rendercene conto, prestiamo il fianco a possibili impieghi speculativi. Notizia di questi giorni: una nota star dì Hollywood, con un seguito di milioni di follower, ha deciso di abbandonare i social per la salvaguardia della sua salute mentale. Non riusciva a reggere il peso dei giudizi negativi (ma anche di quelli positivi) che venivano dati su di lei. D’altronde il fenomeno è noto e può colpire chiunque frequenti con una certa visibilità la rete.

Con il tono giusto si può dire tutto, con quello sbagliato nulla: l’unica difficoltà onsiste nel trovare il tono.” – George Bernard Shaw

Si tratta di opinioni e pareri Qualche pratico consiglio di sopravvivenza rilasciati frettolosamente, spesso superficiali o privi di fondamento, che per quanto si cerchi di essere impermeabili possono incidere (anche pesantemente) sul nostro sistema nervoso. Ne sanno qual cosa gli psicologi.

Cosa fare allora? Come difendersi dai social?

È il caso di abbandonare i social, non pubblicare più nulla e limitarci a restare spettatori degli altrui post? Si ironizza spesso sul fatto che, in un certo senso, un utente social guarda dal “buco della serratura”, osserva silenziosamente quasi nell’ombra – ciò che gli altri pro pongono o gli vogliono proporre.
Peraltro, lo stesso utente può decidere di “scendere in campo”, mostrando qualcosa di sé e della sua vita.

Prima di iniziare a pubblicare, la domanda da porci è: a cosa servono i social?

Prima di iniziare a pubblicare, però, la domanda che dobbiamo porci è a cosa servano i social. Sembra banale, ma se ci daremo una risposta attendibile e sincera, forse potremo prendere dal mondo digitale quanto di buono esso offre.

Se si considerano i social come canali nei quali comunicare qualcosa, senza farsi influenzare dal numero dei like che si ricevono, si può gestire uno strumento davvero importante e utile.

In primis una stupefacente e facile opportunità di connessione con gli altri. Se infatti cominceremo a considerare i social come canali nei quali comunicare qualcosa di noi, senza farci influenzare dal numero di like che riceveremo, forse saremo in grado di gestire uno strumento che per noi stessi è davvero importante.

In fin dei conti anche noi siamo un brand.

Un esempio? Siete proprio sicuri che i vostri amici conoscano dettagliatamente il lavoro che svolgete e la vostra professionalità? Oppure il vostro pensiero su determinate questioni piuttosto che le vostre opinioni, gusti, passioni?

Desiderare far conoscere ad altre persone tutto o parte di ciò che fa parte del nostro bagaglio di conoscenze (luoghi, emozioni, esperienze), e volerlo condividere e “donare” è sicuramente un bel gesto. Attenzione però: non dobbiamo aspettarci nulla in cambio se lo facciamo saltuariamente.

Se invece pubblichiamo con coerenza e frequenza quegli aspetti che aiutano gli altri a sapere qualcosa di più, la riconoscenza arriva. Questo è sicuro. Il digital, come detto, è davvero un ottimo strumento per fare ciò. Ma se invece ci “mettiamo alla berlina”, esponendoci così al giudizio altrui (spesso soggettivo), allora il “gioco” può diventare un po’ pericoloso.

Quanto sfruttiamo i Social: Un solo linguaggio per tutti i social?

Un’altra domanda che dobbiamo porci è se si possa utilizzare lo stesso linguaggio in tutti i social.
La risposta è no. Ogni canale è infatti seguito e praticato da un determinato pubblico. Ne consegue che la comunicazione è differente.

Facebook, per esempio, è frequentato da persone con età superiore a quella degli utenti di Instagram, network che privilegia le immagini e, in particolare, i video.

Qui si possono trovare sempre più reel, cioè video brevi, che si possono guardare a schermo intero sul cellulare o mobile. Oggi le persone prediligono il mobile al computer o al tablet: su questo dispositivo un testo lungo e con immagini poco attrattive determina sicuramente un interesse inferiore.

Questo tipo di comunicazione è ancora più spinta su TikTok: l’età media dei suoi frequentatori si abbassa ancora e si interagisce solo attraverso i video.

Il discorso si ribalta su Twitter, sul quale converge un target di persone interessate a leggere notizie, testi brevi e immagini esplicative.

LinkedIn è il canale professionale per eccellenza, dove si possono trovare notizie e condividere approfondimenti con gli addetti ai lavori: è trasversale e il linguaggio utilizzato è diverso da
quello degli altri social.

Come sfruttare bene i Social

Per sfruttare appieno le potenzialità offerte dal digitale è necessario adottare un linguaggio adeguato

ma la cosa più importante è scegliere il canale più in linea con il nostro “stile” e le nostre esigenze. Per farlo dobbiamo però avere un “posizionamento”, allo stesso modo di come si opera con i marchi di prodotti.

In fin dei conti anche noi siamo un brand: si parla in questi casi di Personal branding, materia di studio e applicazione trattata.

Se desideriamo farci riconoscere ed essere apprezzati per alcune nostre caratteristiche, è quindi su questi elementi che dobbiamo concentrare il nostro piano di comunicazione.

Con una programmazione precisa degli argomenti da affrontare potremo “sfruttare” al meglio la forza del digitale, facendo in modo di essere meno “sfruttati”.

Stefano Falcone

il futuro dell'ecommerce, strategie per contrastare amazon

Il futuro dell’eCommerce: Amazon contro gli shop on-line indipendenti

La pandemia ha fatto esplodere i fatturati dello shop on-line consolidando il futuro dell’eCommerce. Ma in questo scenario come possono combattere i negozi on-line indipendenti contro il titanico Amazon?

Le dimensioni del mercato eCommerce globale dovrebbero raggiungere oltre 27 miliardi di dollari entro il 2027. Mentre Amazon è il rivenditore online più importante con la maggior quota di mercato, c’è ancora spazio per gli e-shop indipendenti per rivendicare una loro quota di mercato?

Come può un piccolo rivenditore online riuscire ad avere un vantaggio contro un colosso come Amazon? Quale potrebbe essere il futuro del suo e-commerce? La chiave è anticipare le prossime tendenze del commercio elettronico e sviluppare soluzioni innovative per ottenere questo vantaggio vitale.

Qui di seguito qualche considerazione, che può aiutare a migliorare le performance degli e-shop indipendenti.

Accrescere la Personalizzazione

La personalizzazione nel marketing non è una novità, ma ci sono nuove tecniche che le aziende possono utilizzare per connettersi con il loro target di riferimento.

Ad esempio, è possibile focalizzare sempre più la proposta ai propri clienti, in base al loro comportamento di acquisto passato. Questo tipo di contatto al momento giusto potrebbe aumentare le performance di vendita e ottenere recensioni positive.

Inoltre, rispetto a colossi e multinazionali, si potrebbe lavorare molto sulla creazione di una relazione e connessione più umana e personale, per quanto sempre digitale. Sulla creazione di un rapporto stabile e fedele: questo facilita molto un possibile riacquisto, un passaparola o una recensione positiva.

A proposito di recensioni: la SEO penalizza molto quelle fasulle, quindi devono essere quindi veritiere e sincere.

Il futuro dell’eCommerce: Costruire un marchio che vale il prezzo

Molti consumatori acquistano su Amazon perché i prezzi sono molto competitivi.

Per un produttore questo significa una corsa verso il basso, con una conseguente problematica futura che riguarda la marginalità.

Esiste una valida alternativa? Quale potrebbe esser il futuro del proprio e-commerce?

Per portare più traffico verso il proprio shop online, si potrebbe offrire un prodotto di qualità superiore e un servizio integrato. Dal confronto fra le varie offerte, non solo di prezzo, ma a questo punto di caratteristiche del prodotto, i potenziali acquirenti saranno probabilmente disposti a pagare di più.

Questa differenziazione consente anche di sviluppare linee di prodotti uniche. Sarà quindi possibile attirare consumatori che non riescono a trovare articoli simili di competitor su Amazon.

Questo è uno dei vantaggi competitivi più significativi che si possono ottenere quando si crea un negozio online, perché permette di aumentare la brand awareness e value. Un vantaggio che risulta difficile da raggiungere, se invece si decide di vendere solo su Amazon, se non con ingenti capitali in sponsorizzazioni.

Altro aspetto da considerare è la crescita della brand reputation: quando si offrono prodotti e servizi specializzati, le recensioni vengono scritte direttamente sul sito dell’azienda e non su Amazon. Se queste poi ottengono punteggi molto alti,ecco che l’azienda migliorerà la sua brand reputation in generale. E le consentirà di creare una strategia integrata multi-canale, per promuovere e spingere il traffico verso il proprio sito.

eCommerce e SEO

Le strategie SEO rendono possibile per i negozi indipendenti la competizione con i venditori di Amazon. Ciò significa l’utilizzo delle giuste parole chiave e la creazione di contenuti di alta qualità per la propria comunicazione.

È vitale capire come ottenere una buona valutazione dagli algoritmi di Search Engine, che cambiano costantemente i loro criteri.

Per avere successo è importante fornire aggiornamenti regolari dei contenuti. Per essere davvero efficace questo può richiedere tempo e soprattutto generare una serie di complessità. Lavorare con professionisti che hanno conoscenze esperte in questo settore, e sono aggiornati sulle ultime tendenze può aiutare a raggiungere i propri obiettivi più rapidamente ed efficacemente.

Oggi è importante saper comunicare i propri brand value con coraggio e trasparenza. Il futuro dell’eCommerce passa anche tramite la condivisione con propri clienti degli stessi valori. Ad esempio, i consumatori sono sempre più preoccupati e sensibili verso l’ambiente. Nel momento dell’acquisto, possono preferire un’azienda rispetto ad un’altra, perché considera seriamente questo aspetto. Un professionista può consigliare contenuti più strategici, più precisi e può aiutare a non incorrere in malintesi, che sarebbero un boomerang per la reputazione dell’azienda.

La strategia SEO si deve basare su notizie vere e dimostrabili, ancor più se si tratta di valori: si possono conquistare nuovi clienti dimostrando che il proprio business si fonda su prodotti con valori etici solidi.

Il futuro dell’eCommerce come strategia integrata di medio lungo periodo

Sicuramente il proprio sito è un po’ come stare a casa propria, qui è possibile effettuare una serie di azioni e attività che si possono implementare con maggiore libertà nel medio lungo periodo. Ad esempio tutte le campagne di advertising consentono di portare i potenziali clienti sul sito, dove possono navigare e trovare maggiori informazioni sull’azienda e i suoi prodotti. Anche su Amazon è possibile creare un sito: lo spazio comunque è ridotto ed inoltre tutto il traffico di clienti rimane sulla piattaforma, rendendo più difficili le azioni successive di re-marketing.

Nel breve e medio periodo, comunque, è indubbio che i risultati garantiti da Amazon siano incomparabili, rispetto ad un lancio ex-novo di un nuovo shop on-line.

La scelta fra vendere su Amazon o attraverso un proprio sito può essere anche sinergica, non necessariamente contrapposta. Il futuro dell’e-commerce vede ambedue le scelte all’interno di una precisa strategia digitale integrata, per ottenere così degli ottimi risultati senza essere per forza essere in contrasto.

È consigliabile infatti un modello di sviluppo digitale che sia il più possibile integrato e multi canale, per raggiungere con strumenti diversi il maggior numero di potenziali clienti e soddisfare le loro aspettative.

che cosa è il metodo clink per il digital trade marketing

Che cosa è il Metodo Clink?

Il Metodo Clink si fonda principalmente sul B2B (Business to Business). Ed è un modo nuovo per connettere clienti in qualsiasi parte del mondo, così da migliorare le vendite all’estero e non solo.

È un insieme di strumenti digitali che permette di far conoscere i propri prodotti o servizi ai clienti attuali e soprattutto potenziali.

Come funziona il Metodo Clink?

Utilizza tra le più importanti e potenti banche dati di ricerca di mercato, per ottenere dati con i quali segmenta il mercato e lo suddivide per target di clientela.

Come viene fatta l’analisi di mercato?

Immaginiamo di produrre dei biscotti e di volerli vendere negli Stati Uniti. Il mercato è molto vasto ed articolato. Quali sono i passi da fare per vendere un prodotto negli Stati Uniti?

Prima di tutto è necessario segmentare il mercato a cui vogliamo proporre il nostro prodotto.

Ipotizziamo che il nostro prodotto possa essere venduto sia a grandi catene della distribuzione organizzata, come a piccoli negozi, importatori e distributori, bar, ristoranti, hotellerie, e-shop, duty free ecc.

Il primo passo è dettagliare per ognuno di questi segmenti le diverse nicchie di appartenenza. Alcuni vendono prodotti di eccellenza, chi biologici, chi vegan e chi invece si rivolge ad un target di clientela mass-market. Individuata la nicchia di mercato più profittevole, si analizza la market share per trovare i leader e tutti i potenziali clienti che vi operano.

Quali sono i successivi passi per il Metodo Clink?

Abbiamo individuato le aziende clienti potenzialmente idonee a commercializzare i “nostri biscotti”. Conosciamo ora le loro capacità e forza di vendita sul mercato. Per poter far capire i nostri vantaggi competitivi dobbiamo creare dei contenuti nella lingua ufficiale del mercato a cui vogliamo venderli.

Dobbiamo realizzare una content marketing strategy: un piano editoriale digitale che consente di far arrivare il nostro messaggio alle persone responsabili degli acquisti dei “nostri biscotti” con diversi strumenti e metodi.

Come faccio a individuare i buyer delle aziende?

L’area di ricerca del Metodo Clink si occupa d’individuare le persone chiave (Lead), gli addetti ai lavori cioè che si occupano di selezionare per la propria azienda di distribuzione i biscotti da vendere al pubblico.

Se noi facciamo arrivare un messaggio corretto a chi è interessato ad ascoltarlo con molta probabilità riusciamo a raggiungere il nostro obiettivo di vendita.

Il Metodo Clink una volta selezionati questi responsabili degli acquisti/buyer si occupa di creare ed instaurare una relazione digitale per far conoscere ed avvicinare il cliente distributore americano al produttore di biscotti, in modo da poter aiutare a migliorare le prestazioni e performance di vendita di quest’ultimo.

Studiare all' università la GDO

Studiare la GDO all’università

Studiare all’università la GDO è quanto mai attuale, in particolar modo in questo periodo e su questo argomento è stata tenuta La lezione di Stefano Falcone agli studenti del 3° anno dell’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (leggi post Linkedin)

La pandemia ha cambiato i parametri e forse anche i punti di forza tra industria e distribuzione. In particolar modo per le difficoltà legate al canale Horeca.

Così per l’industria agroalimentare la grande distribuzione organizzata è diventato un mercato di sbocco fondamentale, se non l’unico a livello mondiale.

Poter entrare in contatto con questa complessa ed articolata struttura organizzativa non è poi così semplice. Ecco perchè è meglio studiare la GDO all’Università.

Centrali di acquisto, differenziazioni e diversificazioni per insegne, alcune volte appartenenti allo stesso gruppo di acquisto, categorizzazione sempre più specifica delle merceologie, display e posizionamenti, clusterizzazione dei canali di vendita, la marca del distributore le segmentazioni, il canale discount ecc.

Questi sono solo alcuni dei numerosissimi argomenti da conoscere per questo mondo assai complicato. Mondo che merita di essere materia di studio ed approfondimento, con corsi specifici universitari.

Se ti è piaciuto questo articolo dal Blog di Clink, condividilo e lascia un commento.

Se ti interessa l’argomento approfondisci leggendo: La lezione di Stefano Falcone all’università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo